Val d'Orcia — Vigneto di Oria al crepuscolo, Toscana UNESCO
🇮🇹 Terroir principale · Patrimonio UNESCO

Val d'Orcia

La zona più protetta d'Italia. Suoli di galestro, microclima estremo, Sangiovese di 30 generazioni. Il cuore di Oria.

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✦ Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2004 ✦ San Quirico d'Orcia · Toscana · Italia ✦ Zona di massima protezione
Il luogo

Un paesaggio di protezione assoluta

Il Val d'Orcia è una valle del sud della Toscana dichiarata Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 2004. È una delle poche zone agricole al mondo dove il paesaggio e la sua storia sono stati preservati così bene che l'UNESCO l'ha riconosciuta come bene dell'umanità.

Il vigneto di Oria si trova nei pressi di San Quirico d'Orcia, nel cuore di questa zona. I suoli sono di galestro —uno scisto calcareo che drena l'acqua in eccesso e concentra i minerali— e di alberese —un'argilla calcarea che trattiene l'umidità in estate. È la combinazione perfetta per il Sangiovese.

Il microclima del Val d'Orcia è estremo: inverni freddi con gelate, estati secche e calde, e una marcata escursione termica giornaliera tra agosto e settembre. Questa oscillazione è precisamente ciò che genera gli aromi complessi e l'acidità preservata che caratterizzano il Sangiovese di Oria.

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Vista panoramica del vigneto di Oria sulle colline del Val d'Orcia — paesaggio Patrimonio Mondiale UNESCO
Geologia

I suoli del Val d'Orcia

Ciò che rende unico questo angolo della Toscana non è una cosa sola, ma il dialogo tra tre suoli antichi che convivono in poche ettari. Galestro, alberese e travertino sono rocce di origini molto diverse —marine, sedimentarie e termali— che si alternano lungo il vigneto. Roberto Cipresso sfrutta questa mescolanza per trovare, parcella dopo parcella, il suolo esatto di cui ogni clone di Sangiovese ha bisogno per esprimere la sua versione migliore. Il risultato sono vini con tre firme geologiche distinte scritte nello stesso calice: tensione, corpo e mineralità.

Affioramento di scisto laminato tipo galestro Scisto
Galestro

Scisto laminato di origine marina, formatosi oltre cinque milioni di anni fa quando il Mediterraneo copriva la Toscana. Si frammenta in lamine grigio-azzurre che drenano l'acqua in eccesso e costringono la vite ad affondare le radici fino a tre o quattro metri in cerca di minerali. Questo stress idrico controllato limita il vigore, riduce la dimensione dell'acino e concentra zuccheri, antociani e aromi. È il suolo che dona al Sangiovese la sua colonna minerale, la sua tensione e la sua capacità d'invecchiamento di decenni.

Calanchi italiani: rilievo eroso di marna argillosa, equivalente paesaggistico dell'alberese Marna calcarea
Alberese

Marna calcarea compatta di colore chiaro, ricca di carbonato di calcio attivo. Funziona come una riserva naturale d'acqua: trattiene l'umidità delle piogge primaverili e la rilascia lentamente durante la siccità estiva, senza mai ristagnare attorno alla radice. Questa regolazione idrica apporta corpo, rotondità e la nota calda di prugna matura del Sangiovese, oltre alla struttura tannica che sostiene il vino nel tempo. È il contrappunto che bilancia la severità del galestro.

Affioramento naturale di travertino con la sua porosità caratteristica Calcare poroso
Travertino

Roccia calcarea porosa depositata da antiche fonti termali, che affiora nei settori più alti del vigneto. La sua superficie chiara riflette la luce verso il grappolo e favorisce una maturazione uniforme, mentre la sua porosità aera il sottosuolo e mantiene fresca la radice nelle notti d'estate. È il suolo più raro e singolare dei tre: apporta freschezza, note floreali e di agrumi, e una mineralità salina che emerge nel retrogusto e firma i vini del Val d'Orcia.

Fotografie geologiche di riferimento · Galestro: Jonathan Wilkins, CC BY-SA 2.0 · Alberese: Cinzia Astorino, CC BY-SA 4.0 · Travertino: Agnese Galeffi, CC BY-SA 4.0

Il ciclo

Le quattro stagioni del Sangiovese

Ogni stagione lascia il suo segno nel calice. Ciò che per il viandante sono cambi di paesaggio, per il viticoltore sono decisioni —e per Cipresso, capitoli dello stesso vino che ti sei appena versato.

Inverno

Gelate frequenti. La vite riposa in dormienza completa. Le basse temperature eliminano i patogeni senza fungicidi.

Primavera

Germogliamento tardivo. Piogge moderate. Il galestro drena senza ristagnare. Le radici iniziano la loro ricerca d'acqua profonda.

Estate

Caldo secco. Stress idrico controllato. Notti fresche (escursione +18°C). Gli aromi si preservano. Gli zuccheri si concentrano.

Vendemmia

Settembre-Ottobre. Maturazione lenta e progressiva. Cipresso decide il momento esatto clone dopo clone, parcella dopo parcella.

Il monastero

Santa Maria della Scala

A pochi chilometri dal vigneto si trova il monastero Santa Maria della Scala, costruito nel XIII secolo a San Quirico d'Orcia. Oria sta restaurando questo patrimonio storico per ospitare 14 suite nel più autentico stile toscano, una cantina per degustazioni private e le botti dell'aceto balsamico Balsamico Oria.

Per i membri di Oria, il monastero è l'epicentro degli Oria Day: degustazioni nelle sue volte, ritiri di mindfulness nei suoi chiostri, accesso alla collezione di botti secolari.

Monastero Santa Maria della Scala, San Quirico d'Orcia
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